L’invenzione dell’Oriente

 
 
laboratorio di teatro-danza


Un luogo della mente prende corpo
con il contributo di ciascuno dei partecipanti
in un laboratorio guidato
che si spinge oltre il confine della danza
per avvicinarsi a un più articolato linguaggio scenico.


L’invenzione dell’Oriente

Se pensiamo all'Oriente,
a che cosa pensiamo?
Alle mille e una notte
o alla tecnologia giapponese,
alla forma di un samovar
o a quella di un minareto,
al viaggio che abbiamo fatto in India
o a un territorio più vicino e drammaticamente tormentato,
alla saggezza di certi antichi libri
o al colore delle spezie in un suk?
In tutta libertà, con leggerezza e attenzione,
accosteremo uno all'altro frammenti diversissimi tra loro
costruendo un piccolo percorso
fatto di gesti, di parole, di musica, di movimento.
Faremo convivere umori contrastanti
educandoci all'ascolto degli altri e all'interazione
in funzione di un risultato unitario.
Scopriremo l'importanza delle connessioni
nella comunicazione di un messaggio.
Intrecceremo linguaggi espressivi differenti
imparando a coordinarli.
Capiremo che c'è un ritmo in tutte le cose.

... isole, isole del mare nostrum...

Profumi, colori, canti e incanti…
Vacanze e turisti, traghetti, banchine.
Grotte, vulcani, il vento e la sabbia.
L'acqua che manca,
l'acqua che allaga.
Fatiche, migrazioni, ritorni, epistolari.
Guerre, poemi, prigioni, leggende.
Il mare che separa,
il mare che racconta.
Isole del mare nostrum…
A voi che viene in mente?


Questo laboratorio in due giornate, che ho ideato e condotto con Alessandra Gallone,
consiste nella strutturazione di un micro-spettacolo.
Il copione si serve di pagine scelte dagli allievi, coniugate con frammenti musicali di diverso segno
e con un apposito disegno coreografico.
Il laboratorio è stato e può essere riproposto nella stessa forma mutando di tema.
Nel 2005, con il titolo ... isole, isole del mare nostrum..., ha avuto per oggetto le isole del Mediterraneo.
E ancora, qualcosa di diverso per forma espressiva ma di simile per metodo e struttura:
Un lungo canto...


Carla Strauss, 1935

Mi ha particolarmente emozionato far nascere questo laboratorio nella scuola che ancora porta il nome di Carla Strauss. Questa donna speciale, che più di sessant'anni fa portò in Italia una nuova arte del movimento, resterà nel ricordo di generazioni di allieve. Ma è alla sua rivoluzionaria collaboratrice, Liliana Renzi, che devo l'impronta indelebile del gesto musicale.

Dell'una e dell'altra ho parlato in un libro a più voci dedicato alla Scuola Strauss

Dalla sabbia dal Tempo    Dybbuk    Tane (Höhlen)


... Mara